2000 anni di storia della Vite sintetizzati

II primo documento sulla coltura della vite risale ai Sumeri (III millennio a.c.).

I Fenici diffusero la viticoltura in Egitto, Assiria, Grecia e Sicilia intorno al 3000 a. C.

Furono gli Etruschi a diffondere la viticoltura dal sud al centro-nord in Italia.

La viticoltura di origine greca era caratterizzata da potatura corta (alberello), quella invece etrusca da potatura lunga che si “arrampicavano” sugli alberi (alberate).

Con gli Etruschi e i Greci si creava il legame del vino al culto (Dionisio, Bacco per i romani) e la sua consumazione durante i simposi.

Popoli Antichi

I Romani diffusero la viticoltura in Europa ed iniziano a comparire le prime presse.

Si fecero strada i primi scritti su vitigni e vinificazioni.

Torchio

Medioevo

Periodo storicamente buio, anche per l’agricoltura.

Ci fu l’abbandono delle campagne e della viticoltura.

La coltura della vite restò quasi esclusivamente nei monasteri.

Tutto questo fino alla fine del Medioevo dove tornò la sicurezza nelle campagne e con la Mezzadria (contratto con coltivatore che divideva il profitto della terra con il proprietario) ci fu la spinta che fece tornare la Borghesia ad investire sull’Agricoltura.

Monasteri sede di patrimoni vinicoli

Ottocento

Intorno alla metà di questo secolo la viticoltura dovette affrontare due grandi malattie.

L’Oidio che venne poi combattuto a suon di trattamenti di zolfo ma che provocò comunque innumerevoli danni ai vigneti.

La Fillossera che portò al cambiamento epocale della viticoltura portando le viti ad essere ibridate per quanto riguarda il portinnesto (parte radicale della pianta) e che solo dopo un lungo lavoro di ricerca siamo riusciti ad arrivare alle viti come le conosciamo oggi.

Arriviamo ai giorni nostri

La Viticoltura e le aziende in Italia, specie dagli anni 80, si sono notevolmente evolute con altrettanti cambi di passo e investimenti.

La Viticoltura attuale non è più di quantità come un tempo, ma di qualità.

Per cui il vino prodotto oggi è frutto di notevoli ricerche agronomiche ed enologiche che insieme ad investimenti in tecnologie hanno permesso che la qualità media del vino italiano sia ottima.

Oggi le sfide si rivolgono ad un cambiamento climatico che stravolge le stagioni e di conseguenza gli equilibri che la natura necessità.