La Nosiola e la lunga tradizione del Vino Santo Trentino

In questo articolo vi racconto il mio ultimo viaggio con Visit Trentino, Consorzio Vini Trentino e APT Garda Dolomiti. Con loro ho avuto modo di conoscere da vicino la zona che va dal lago di Garda (Alto Garda Trentino) fino alla Valle dei Laghi, una delle valli più importanti specialmente per il vitigno della Nosiola, una delle varietà autoctone più antiche del Trentino.

Un tour di 4 giorni dove, oltre ad approfondire la conoscenza della Nosiola e dei vini di questa regione, ho avuto modo di scoprire il territorio sia visitando le aziende che attraverso delle vere e proprie esperienze fatte di sport ed emozione. 

Giorno 1

Arrivato a Riva del Garda, una delle località turistiche più famose del lago, ho visitato l’Azienda AGRARIA RIVA DEL GARDA. Quest’ultima oltre ad essere una cantina cooperativa produttrice di vino è anche un oleificio. L’azienda si trova nel centro della città e con il direttore Massimo abbiamo fatto un giro negli uliveti, essendo questa zona favorevole per la crescita dell’olivo e per la produzione dell’olio evo (zona più a nord di tutta la produzione di olio mondiale).

Poi, tornati nel centro città ho fatto la mia prima degustazione tecnica di olio, guidata dal team dell’Agraria Riva del Garda, abbinata a prodotti tipici come la carne salada e formaggi di varie stagionature.

Giorno 2

Il secondo giorno ho avuto modo di vedere da un’altra prospettiva il territorio, attraverso la mia prima ferrata sul monte Colodri. Per chi non l’ha mai fatta, si tratta di un’escursione lungo un percorso tracciato, legati da una imbracatura che permette l’aggancio di morsetti per proseguire il cammino. Un’attività molto semplice da fare e adatta a tutti, e io (per nulla allenato!) ne sono la prova! Arrivati in cima, oltre alla magnifica vista sul lago, ci siamo gustati un buonissimo calice di Gewürztraminer Trentino.

Tornati a valle, ci siamo diretti verso il ristorante LA CASINA a Drena, vincitore di 4 Ristoranti di Alessandro Borghese, dove ho potuto assaggiare gli ingredienti tipici del luogo, come la carne salada, carne magra di manzo di prima scelta insaporita con sale, alloro, pepe nero, bacche di ginepro, spicchi d’aglio schiacciati e rosmarino, e i famosi marroni di Drena, provenienti dai castagneti millenari che crescono attorno al paese, sapientemente abbinati alla Nosiola in versione bianco d’annata e bianco da invecchiamento.

Nel tardo pomeriggio ci siamo diretti verso uno dei laghi più romantici del Trentino, il Lago di Toblino, famoso per la creazione naturale di uno dei microclimi più favorevoli alla coltivazione della Nosiola, e dove ancora oggi l’omonima cantina ne preserva delle vecchie viti. E’ proprio in questa cantina che ho capito l’importanza della Nosiola per questo territorio.

LA NOSIOLA

E’ una delle varietà autoctone più importanti del Trentino insieme al Teroldego e al Marzemino.

Negli anni ha visto ridursi la sua superficie vitata per favorire la coltivazione di altre varietà. Oggi ne restano 55 ettari ed è vinificata sia come vino bianco (d’annata e da invecchiamento), sia nella versione più conosciuta e più preziosa che è quella del VINO SANTO, chiamato anche il passito dei passiti.

Nella Valle dei Laghi ci sono otto produttori di questo prodotto: un vino passito ottenuto dall’appassimento delle uve di Nosiola fino alla Settimana Santa, periodo nel quale viene spremuta durante un vero e proprio rito, al quale ho avuto l’onore di partecipare durante il mio tour. Il Vino Santo, a differenza di tanti vini passiti, attraversa un lungo periodo di affinamento (di circa 10 anni in media per ogni cantina, e in alcuni casi fino a 18) ed ho avuto il mio primo approccio a questo vino durante la serata all’HOSTERIA TOBLINO. Per valorizzare questo vitigno, infatti, la cantina ha voluto fare una serata a tema, proponendo i vini santi dei produttori locali abbinati a dei formaggi del luogo.

Giorno 3

Una giornata iniziata in Kayak: esperienza unica sul lago di Garda, consigliata anche ai non esperti, attraverso la quale vedere Riva del Garda da un’altra prospettiva accarezzati dalla brezza dell’ORA. Questo è uno dei venti più importanti che mitiga le temperature d’estate e che favorisce la coltivazione dell’uva, evitando problemi di umidità e malattie per le vigne. Tutto questo mi è stato confermato anche durante la visita nella cantina MADONNA DELLE VITTORIE, che si trova non poco distante dal lago.

In serata ho avuto il piacere di partecipare ad un evento stellato da PETER BRUNEL, in occasione del progetto “La Dobbiaco – Gardone Riviera”, corsa a tappe di 9 giorni fatta dallo chef Oberhammer insieme all’ex maratoneta Gianni Poli. Questa impresa ha l’intento di valorizzare i prodotti degli agricoltori locali, alcuni dei quali utilizzati nei piatti protagonisti della cena.

Giorno 4

L’ultimo giorno lo abbiamo dedicato alla grappa, in uno dei paesi più conosciuti per la sua produzione: Santa Massenza (detta anche la Venezia del Trentino). In questo luogo, di soli 110 abitanti, ci sono ben 5 distillerie (delle 25 presenti in Trentino) appartenenti alle famiglie Poli. Il Trentino, infatti, è una delle regioni più importanti per la produzione di grappa: il 20% della produzione nazionale viene fatta proprio in questo territorio. Le famiglie Poli non sono solo produttrici di grappa ma anche di vino. Tutti gli anni, durante la Settimana Santa, si svolge infatti il Rito simbolico della spremitura della Nosiola atta a Vino Santo Trentino.

Ogni anno, la pigiatura avviene in una delle cantine (a rotazione) di Santa Massenza e quest’anno è avvenuta da Giovanni Poli, occasione unica in cui si è potuto vivere l’iter di produzione della Nosiola per il Vino Santo.

Perfetta conclusione del tour: un evento in cui giovani e meno giovani si sono riuniti per celebrare insieme questo vitigno, nel nome della storia e della tradizione.